Storia & Cultura

Museo Diocesano di Cosenza

Piazza Parrasio

Aperto nel 2013 nell'ex Seminario, tra il Palazzo Arcivescovile e il Duomo. Custodisce la stauroteca, croce-reliquiario in oro e smalti di ambito bizantino (XII secolo), che secondo la tradizione Federico II donò alla cattedrale nel 1222.

Foto: Museo Diocesano di Cosenza, Piazza Parrasio

La storia

Il museo ha aperto il 25 giugno 2013, dopo un'attesa di quasi settant'anni, nei locali dell'ex Seminario diocesano, fra il Palazzo Arcivescovile e la Cattedrale. Riunisce in un solo luogo opere del Duomo e delle chiese della diocesi: argenti, paramenti, statuette lignee e dipinti, tra cui l'Immacolata di Luca Giordano e tele di Andrea Vaccaro e Giuseppe Pascaletti. Una sala è dedicata agli oggetti commissionati nei secoli dagli arcivescovi di Cosenza.

Il pezzo più importante è la stauroteca, una croce-reliquiario in oro sbalzato, filigrana «a vermicelli», smalti e cristallo di rocca su un'anima di legno, che il museo data al XII secolo. Il catalogo del Ministero la colloca in ambito bizantino, con studiosi divisi tra XI e XII secolo. La tradizione vuole che l'abbia donata Federico II in occasione della consacrazione della cattedrale, il 30 gennaio 1222.

Cosa guardare

Nella sala semicircolare, osservate il lato con Cristo crocifisso: ai lati, in medaglioni circolari, la Vergine e san Giovanni Battista, con iscrizioni in greco. Guardate da vicino l'oro lavorato a rilievo e i sottili filetti d'oro che trattengono gli smalti.

Nel racconto

Storia & Cultura. Il patrimonio storico e architettonico del centro, senza i toni da manuale scolastico.

Tutti gli otto pilastri

Prima di andare

Orari di apertura e ingressi possono cambiare: controlla su Google Maps o direttamente sul posto prima di partire.

Il centro storico si gira a piedi e ha qualche salita: come arrivare e muoversi.

Fonti

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